Nel libro “Les Dirigeants face au changement”, Patrick Le Lay (ex direttore generale del canale
francese TF1) interrogato sulla direzione di un canale televisivo rispose: “ciò che vendiamo a
Coca-Cola, è del tempo di cervello umano disponibile.”
Approfondendo il suo concetto dimostrò la volontà da parte dei dirigenti televisivi di
concepire dei programmi tesi ad aumentare la “disponibilità” del cervello ad accogliere i
messaggi pubblicitari. Le trasmissioni televisive devono secondo l’ex direttore rilassare e
divertire lo spettatore affinché il suo umore sia pronto a ricevere i messaggi pubblicitari.
Per esemplificare l’affermazione dell’ex direttore vi proponiamo il video di Beth Fulton che
attraverso internet mette in berlina la televisione sottolineando l’importanza della pubblicità e
del messaggio “ipnotico” della televisione: Look at me!
Consideriamo questo video molto istruttivo perché utilizzando una metodologia peculiare ad
internet (mescolare lo scritto, l’audio, le immagini) riesce a trasmettere il ritmo televisivo
descritto dall’ex dirigente generale di TF1, Le Lay.
Come “mentalizziamo la pubblicità” viene studiato con l’ausilio di una nuova scienza del
marketing chiamata “neuro marketing”.
È un nuovo ramo del marketing che applica le tecniche neuro scientifiche per capire i
meccanismi cerebrali che guidano il comportamento di acquisto. Questa conoscenza
permetterebbe alle imprese di affinare le azioni di comunicazioni.
Le neuroscienze fanno grandissimi progressi e tra una ventina d’anni riusciremmo ad
individuare l’attività elettromagnetica con l’ausilio di un piccolo apparecchio. Tale apparecchio
ci permetterà di vedere quale attività è messa in atto nel cervello dell’Altro. Si potrebbe parlare
di nudismo mentale!
Il concetto che anima il neuro marketing è di capire come “teleguidare” il consumatore a
comprare i nostri prodotti. “Fabbrico il mio prodotto e ti induco a comprarlo!” diventa la
conseguenza di un marketing aggressivo. I nostri comportamenti di acquisto sarebbero dunque
guidati dalle emozioni più che dalla razionalizzazione.
Secondo il neuro marketing esisterebbe nel cervello un tasto di commando all’acquisto ed i
neuromarketer sono alla ricerca di questo pulsante!
Ma gli studi scientifici ed i fatti hanno dimostrato che seppure con l’ausilio di queste tecniche
l’80% dei prodotti lanciati sul mercato fallisce già nel primo anno.
I consumatori hanno dimostrato di essere molto più indipendenti dalla pubblicità. Con il
periodo di crisi, il consumatore ha adottato un comportamento di price watching. Si sta
sviluppando il concetto che l’acquisto è un atto di responsabilità e di potere. Dunque lungi
dall’essere un consumatore passivo siamo divenendo consum-attori come lo dimostra la critica
insita nel video di Beth Fulton.
Nel libro “Les Dirigeants face au changement”, Patrick Le Lay (ex direttore generale del canale francese TF1) interrogato sulla direzione di un canale televisivo rispose: “ciò che vendiamo a Coca-Cola, è del tempo di cervello umano disponibile.”